martedì 2 maggio 2017

"Il centro del riuso per i bambini non è mai chiuso"


Quanto dura in media un indumento di un ragazzo di età compresa dai 9 ai 16 anni? Facendo un sondaggio nella classe 2°D della nostra scuola, abbiamo scoperto che un vestito dura circa due anni. Invece la durata delle scarpe varia da un mese a un anno. Un bambino  in media cresce nei primi sei mesi di vita di 2-2.5 cm mentre un ragazzo di 12\14 anni cresce di 12 cm all'anno (paolatiscornia.it)! Proprio per questo bisogna cercare di riutilizzare gli indumenti  dandoli magari a un amico, un parente oppure metterli nel bidone giallo della raccolta differenziata della Cosmari.
Infatti la nostra città dispone di diverse associazioni dedicate al riutilizzo di diversi materiali come appunto i vestiti. Tra queste organizzazioni  troviamo a Fontescodella il Centro del riuso. Inoltre nelle parrocchie si potranno portare diversi indumenti che poi saranno trasferiti al Centro Missionario dove si attiverà un nuovo servizio cui i soggetti bisognosi, segnalati dal centro d'ascolto Caritas potranno ricevere vestiario in maniera gratuita. 
Per fare tutto ciò c'è bisogno del prezioso aiuto dei volontari, per preparare e attrezzare gli spazi.
Mi raccomado !!! Riutilizzate i vestiti!!!!😄😄😄😄😄😄 

Cordiali saluti da:
Gaia
Sofia
Elisa
Irene 
Leonardo
Elia


giovedì 27 aprile 2017

I libri di scuola

Quanti libri di media uno studente deve comprare durante la sua vita scolastica dalle primarie alle superiori?
Secondo una statistica da noi effettuata uno studente alle scuole primarie compra in media 30 libri, alle scuole secondarie di primo grado utilizzerà cinquantacinque libri e alle scuole secondarie di secondo grado ne comprerà sessantacinque.  In tutta la sua carriera scolastica acquisterà quindi 150 libri circa.
Come possiamo vedere i libri che utilizziamo sono molti e di conseguenza anche l'utilizzo della carta è eccessivo.
Secondo noi stampare cotinuamente nuove edizioni di libri di testo, cambiando poco il contenuto, rende difficile il riutilizzo delle vecchie edizioni perchè quello che viene modificato è solo l'ordine degli argomenti.
Abbiamo realizzato anche che durante la scuola primaria i libri non vengono mai "passati" perchè sono gratuiti. 
Le cose cambiano quando inizia la scuola secondaria, i libri hanno un costo economico quindi c'è più interesse a riusare i libri di testo.
Per risolvere questa situazione esistono già dei mercatini dei libri scolastici, si possono mettere annunci su internet.
Quindi abbiamo concluso che i libri scolastici non dovrebbero essere aggiornati dopo poco tempo dalle case editrici ma solo quando è necessario rendendo più semplice scambiarli e riutilizzarli.




>Hanno scritto questo articolo i ragazzi della scuola Dante Alighieri, classe 2G:
Valentina, Giulia, Costanza, Lorenzo e Jacopo











Gli accessori per neonati

In un periodo della vita ogni persona avrà sicuramente usato degli accessori per neonati, per esempio il passeggino oppure la culla o il ciuccio ecc... Questi accessori sono di uso comune per tutti i bambini piccoli; in questo articolo ne elencheremo alcuni:

  • Il bavaglino: un oggetto semplice come il bavaglino serve a evitare di far sporcare i neonati. Questo indumento è semplice da usare e molto pratico.                        
 
   

  • Il passeggino: questo oggetto permette al neonato di spostarsi senza camminare. il passeggino deve essere spinto da un adulto o da una persona che ha la responsabilità del neonato.
 
  • La culla: la culla è il luogo in cui il neonato può riposare. Deve essere confortevole perché il bambino ha un sonno molto leggero
  • Il biberon: il biberon per quanto sembri un oggetto scontato risulta vitale   per l' infanzia, svolge la funzione di contenere la bevanda del neonato.
  • Il ciuccio: il ciuccio è uno strumento che serve a calmare il bebè e a stimolare la crescita del bambino.
Gli oggetti per neonati non hanno una vita molto lunga, infatti durano circa da 1 a 6 anni perchè i bambini crescono e alla fine non hanno più bisogno di loro, quindi la domanda è: si puo donare una seconda vita a questi oggetti?
La risposta è sì: bisognerebbe infatti riutilizzarli o donarli a qualcuno piu' piccolo che ne ha bisogno.
Come fare? Per questo c'è il centro del riuso che ha un reparto infanzia molto fornito e dove le persone possono portare un oggetto che non usano piu' e prenderne un altro senza pagare.Sicuramente riutilizzare è meglio di buttare, infatti non si inquina e si allunga la vita di un oggetto donandolo a qualcuno che ne ha bisogno.

giovedì 20 aprile 2017

Giochi manuali e virtuali a confronto


Il gioco è un' attività di intrattenimento per bambini ed adulti a scopo ricreativo.                                          
   
Fino a qualche anno fa, i giochi più in uso erano quelli manuali. Ma da una trentina d'anni la produzione e l'uso dei giochi virtuali ed elettronici si stanno diffondendo sempre di più.

  
Per giochi virtuali si intendono quei dispositivi elettronici che consentono di interagire con le immagini proiettate su uno schermo, cioè con una realtà immaginaria. sono nati nel 1950, ma inizialmente venivano utilizzati per scopi scientifici.
   Questo tipo di giochi oggi è molto utilizzato e ha il vantaggio di poter essere accumulato senza occupare troppo spazio, in computer, telefoni, tablet... ma bisogna fare attenzione a non ricomprare questi apparecchi ogni anno all'uscita di un nuovo modello, creando rifiuti che sono dannosi all'ambiente. Infatti in genere solo il 2% viene riciclato correttamente, pur contenendo risorse importanti come metalli preziosi e terre rare, oltre a materiali facilmente riciclabili come la plastica. Oltretutto riciclandoli si possono ridurre le emissioni di CO2!
Lo smaltimento dei giochi manuali invece è molto più semplice. Molti di questi giochi sono però fatti con una plastica non riciclabile.

  
Anche la dematerializzazione attraverso supporti elettronici che permettono l'utilizzo di un solo apparecchio per più giochi, potrebbe essere la soluzione ma comporta poi lo smaltimento di rifiuti dannosi all'ambiente.
   La cosa migliore da fare per qualsiasi tipo di gioco sarebbe di riutilizzarli e farli diventare rifiuti il più tardi possibile.







mercoledì 19 aprile 2017

GLI OMOGENEIZZATI:UN PROBLEMA

I neonati dopo l'allattamento iniziano a mangiare gli omogeneizzati, le pappe e dopo 1 anno assaggiano un po' di tutto. Un bambino dopo l'allattamento introduce un alimento per volta per verificare i sapori ma ci sembra che i bambini fin da piccoli vengono abituati con cibi artificiali. Quando andiamo nelle farmacie, nei supermercati notiamo scaffali e scaffali di alimenti per bambini di tutti i tipi (omogeneizzati di carne, verdura,pesce,frutta). Ci chiediamo se sono necessari per i bambini piccoli tutti questi tipi di omogeneizzati? Non sarebbe possibile per alcuni di questi alimenti produrli a casa evitando l'utilizzo di tutte queste scatolette in barattoli?
Facendo il calcolo un bambino all'anno può mangiare circa 1460 barottolini di omogeneizzati. Per evitare la produzione eccessiva degli omogeneizzati si possono fare a casa per coniugare il benessere del bambino e il rispetto per l'ambiente oltre ad un risparmio economico. LA PRODUZIONE È TROPPA!
Intervistando delle mamme abbiamo raccolto alcune informazioni sull'alimentazione dei loro figli. Per preparare alcuni tipi di omogeneizzati 50 anni fa si utilizzava una specie di grattugia che faceva diventare la frutta una pappetta,un'abitudine che sta tornando anche oggi perchè siamo consapevoli che preparare le cose in casa fa bene alla salute e all'ambiente.                                                   
QUESTO ARTICOLO È STATO SCRITTO DA: 
ANGELICA CRISTOFANELLI
LORENZA TARTABINI
LORENZO SEGHETTI
DANIELE CONSOLI
DÈSIRÈE DOMIZI
LORENZO FINO

martedì 11 aprile 2017

DIAMO UNA NUOVA VITA AI GIOCHI

Nelle nostre case i problemi legati ai giocattoli dei bambini aumentano ogni giorno. Infatti, un bambino, in media, riceve circa 20/25 giocattoli ogni anno. La quantità resta pressocché alta indipendentemente dalla qualità , che varia dalla posizione sociale delle famiglie:
Nelle famiglie in cui c'è maggiore benessere i bambini hanno a disposizione molti giochi tecnologici che hanno però vita breve. Infatti di solito questo tipo di giochi prevede aggiornamenti e continue nuove proposte  che portano i bambini a spostare la loro attenzione sulle nuove proposte. Questo meccanismo di continua richiesta è previsto nella nostra società proprio dalle azienede, dal nostro sistema economico.
 (spesso con i figli unici succede questo,infatti è negativo per la socializzazione).
Dove invece c'è minore benessere prevalgono i giochi manuali che hanno vita più lunga e sono più efficienti. Ad esempio giochi come un pallone o le costruzioni sopravvivono nel tempo un pò perché possono passare di generazione in generazione e anche perchè si possono usare in tanti modi che cambiano con l'età.
Per capire quali sono i diversi punti di vista dei nostri compagni di classe su questo argomento, abbiamo intervistato alcuni di loro. Ecco quello che ci hanno detto:
- "I giochi possono essere riutilizzati ma solo se sono in buone condizioni"(Giovanni);
- "i giochi possono avere un valore affettivo"(Giovanni)
- "Disponibili a prendere giochi usati"(Giovanni)
- "Lego gioco preferito"(Giovanni)
- "Non sa come scegliere quali giochi tenere e quali buttare"(Giovanni)
- "Videogiochi preferito"(Alessandro)
- "Negozio recupera usato e applica sconti su nuovi acquisti"(Alessandro)
- "Bang "(Riccardo)
- "Regalerà o presterà perché è un gioco di valore"(Riccardo)
- "Terminato il triste ciclo vengono (i giocattoli) o portati al CENTRO RIUSO per dare loro una seconda vita  e anche per produrre meno rifiuti."

N.B. Al centro riuso vengono raccolti solo i giocattoli in buono stato e non con problemi  che non avevano appena comprati.
Il centro riuso è a disposizione per tutto e vi accoglierà con gentilezza e cordialità.
GRAZIE DELL'ATTENZIONE!
ALBERTO
EDOARDO
PIERPAOLO
STELLA
GIULIA
NICOLA

venerdì 7 aprile 2017

PANNOLINI: QUANTI RIFIUTI...

IN TRE ANNI "DIECI ALBERI"
Per accompagnare un solo neonato più o meno nei primi tre anni di vita ci vuole tanta cellulosa quanta ne producono dieci grandi alberi. Tutti questi pannolini si decompongono poi in circa 500 anni. Per produrli serve il 37%di acqua in più di quella che le mamme adoperano per il lavaggio dei pannolini riutilizzabili,un bimbo usa in tre anni 500 circa 4.500 pannolini usa e getta, pari circa a una tonnellata (10 alberi di grandi dimensioni).

LA STORIA DEI PANNOLINI
Dai primi modelli ai giorni nostri c’è stata una grande evoluzione. Nato nel 1961, il pannolino ha più di 50 anni.Fin dai primi anni ‘70, in cui è diventato un prodotto di massa, quando la spilla da baglia viene sostituita con un nastro adesivo, più pratico e meno pericoloso per il neonato. Un ulteriore miglioramento avviene verso la fine degli anni ‘70 con l’introduzione di un gel assorbente che dimezza il volume e il cambio viene semplificato grazie all’aggiunta di adesivi nella parte davanti. E infine, con innumerevoli varianti: il modello per maschio e quello per femmina, taglie diverse a seconda dell’età, la versione da notte e quella da giorno.
 
 Con i pannolini usa e getta, in un anno, ogni bambino produce circa una tonnellata di rifiuti non biodegradabili e difficili da smaltire. In Italia gli usa e getta rappresentano il 20% sul totale dei rifiuti presenti nelle discariche e il lorotempo di smaltimento può arrivare fino a 500 anni.

COME RICICLARE I PANNOLINI 
I pannolini vengono gettati nel bidone del secco indifferenziato, per il recupero dei rifiutirecupero dei rifiuti ecco indifferenziato e, poi, inviati agli inceneritori oppure seppelliti nelle discariche. I pannolini usati rappresentano, infatti, il 3% dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia. L’ideale sarebbe utilizzare i pannolini lavabili e smettere di produrre i pannolini 'usa e getta',però dal momento che una grossa parte della popolazione non riesce proprio a farne a meno, un’azienda italiana ha cercato di trovare una soluzione al problema. E ci è riuscita. La soluzione innovativa a questo problema dall’enorme e devastante impatto ambientale nasce a Vedelago .In questi giorni è stato installato il primo impianto al mondo per il riciclo 100% dei pannolini sporchi, presso il “Centro Riciclo Vedelago”. Nata alla fine degli anni ’90, l’impresa della famiglia Mardegan da piccola realtà locale è diventata leader internazionale nel settore della selezione e del recupero dei rifiuti, nonché nella produzione di “materia.

PERCHÉ RECICLARE I PANNOLINI 
Non è possibile recuperare la carta e la plastica dei pannolini usa e getta; per non sbagliare, meglio orientarsi verso pannolini biodegradabili o pannolini lavabili.

CONTRO  I RIFIUTI: CENTRO DI RIUSO
Il centro di riutilizzo e recupero di Macerata si trova a Fontescodella affianco al centro di raccolta. Così i rifiuti rotti e da buttare possono essere portati nel Centro di Raccolta (ex isola ecologica) invece i rifiuti ancora funzionanti e quindi riutilizzabili vengono portati al centro di riuso.